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domenica 9 novembre 2014

Del più e del meno

La casa è sottosopra, io mi sento sottosopra!

Nelle ultime due settimane non ho fatto altro che correre di qua e di la affannandomi a "fare" eppure ho sempre l'impressione di non riuscire a concludere niente.
Certo per essere una che si sente spesso e volentieri ripetere "beata te che non lavori" - sottinteso - "e quindi non fai una cippa dalla mattina alla sera" sono piena di impegni, per lo più a favore degli altri ma non è che si rinfacci la disponibilità o la generosità solo che il tempo è quello che è e non si può poi fare molto a riguardo.

A costo di sembrare banale poi aggiungerò che il meteo non aiuta, cioè siamo al 9 di novembre e sembra agosto a Brighton : 20/22 gradi di media a volte anche 25 e questa pioggerellina pidocchiosa che crea una disgustosa umidità da lumache...certo non dovrei lamentarmi visto che nel resto d'Italia stanno succedendo sfracelli però sono due settimane che ho gli stendini in soggiorno e le mutande pulite sono finite.

Al momento i miei uomini (marito, figlio, Olaf e Gnammy...sigh) dormono beati nel lettone 


mentre io sono più o meno in questo stato


ed a questo punto, visto che nel frattempo si sono fatte le 6 quasi quasi vado a fare il ragù che oggi ho la suocera a pranzo per la prima volta nella casa nuova, considerando che a casa vecchia è venuta a pranzo una sola volta in dieci anni diciamo che un po come il rinnovo della patente se ne riparla nel 2024!!

Il fatto che si porti gli gnocchi..e la pentola da casa dovrebbe dirmi qualcosa sulla sua considerazione delle mie abilità culinarie? 
Muhaaa...no vabbè l'adoro è che lei è una di quelle donne d'altri tempi di quelle che la donna è prima di tutto nutrice e quindi deve abboffare saziare le masse e le mie "dosi" non sono all'altezza. 

Un paio di settimane fa siamo stati a pranzo da lei e tralasciando l'aperitivo, l'antipasto ed i due primi, di secondo c'erano: la carne del sugo (che non è MAI il secondo ma solo la carne del sugo) le cotolette ( perchè c'è il bambino) ed il coniglio (che ti ((a me)) piace tanto) ... insomma non c'è proprio gara.

Il menù di oggi prevede qualche "sopratavola" come si dice qui salame formaggio ed olive da spizzicare con un bel bicchiere di primitivo, gnocchi al sugo, pollo ripieno al forno con patate e carote, finocchi gratinati, frutta e torta (credo la farò al cioccolato), loro portano anche i profiteroles sempre per mettersi a parte civile.  

Buona domenica a tutti

giovedì 20 marzo 2014

Nomen omen

Quaggiù nel profondo Sud si usa tramandare i nomi di famiglia dando ai nuovi nati i nomi dei loro predecessori, nonni, zii, a volte anche compari, per tradizione, per devozione, spesso per costrizione, con risultati spesso abominevoli dovuti all'incrocio non sempre felice fra nomi cognomi e vezzeggiativi vari.
Basti dire che mia madre ha quattro cugine con il suo stesso nome e cognome ed ovviamente ognuna di loro viene chiamata con un nomignolo che smozzica, storpia e svilisce il bel nome originario al solo scopo di poterle identificare e quindi c'è una Vanna, una Nina, una Ninetta e una Ninì, fortuna che lei è l'unica che ha conservato l'originale Giovanna anche se poi noi tutti in famiglia la chiamiamo Lully che è il diminutivo di Luisa e non c'entra un fico secco, ma questa è un'altra storia.
Quando nacque mia sorella, in riparazione del torto commesso dal fratello maggiore di mio padre che aveva osato non dare al primo (e poi unico) nipote maschio il nome del nonno paterno (che ne aveva fatto una tragedia!), i miei convinti di aspettare un maschio promisero di usare il nome avito, ma sul più bello spuntò fuori un'inaspettata folletta dal pelo rosso  e non avendo previsto alternative femminili ella si beccò il nome del nonno al femminile, che per fortuna è un bel Francesca.
Quando nacqui io, la nonna materna sicura che sarebbe toccato a lei l'onore di perpetrare il nome nella discendenza fece la splendida dichiarando che lei non era proprio come certe persone fissate con queste sciocche tradizioni e così quando il di lei marito, nonché mio amato nonnetto, propose il mio nome ed i miei ne furono entusiasti la poverina rimase con un palmo di naso e dovette inghiottire l'amaro boccone della sua sicumera. Fu però poi ricompensata dalla consapevolezza, che pur non avendo il suo nome, sono la sua esatta fotocopia nella materia e nel carattere e ne sono sempre andata orgogliosa.
Ebbene oggi si ricorda Sant'Alessandra di Amiso o Sant'Alessandra martire che, sebbene non ci siano grandi notizie a riguardo, pare fosse una personcina dal gran carattere  e di un certo coraggio che affrontò la morte per proclamare la propria fede.
Il nome Alessandra dal greco è traducibile con "protettrice degli uomini" e mi piace pensare di essere una persona sempre pronta e disponibile verso gli altri e che questo tratto del mio carattere l'ho ereditato un po dall'arzilla nonnina ed un po dalla santa coraggiosa di cui porto il nome.
Quindi buon onomastico a me e a tutte  le ardite, forti e decise Alessandre che passeranno di qua.


domenica 1 maggio 2011

...la quiete dopo la tempesta...

...i "mostriccio's" se ne sono appena andati....li adoro, ma sono insopportabiliiiiii....c'è stato un momento in cui ho pensato "adesso prendo la wii e la butto dal balcone"ed il mariTopo mi guardava della serie..ma siamo sicuri???

Big Sister...hai tutta la mia comprensione...se non avessi contato sul fatto che prima o poi ve li sareste portati via penso proprio che avrei cominciato a fare spazio nel congelatore....viva la mamma mostricciaaaaa