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venerdì 28 marzo 2014

...con l'acqua alla gola!

Per la serie che non c'è limite al peggio sempre peggio, ieri mattina il cielo ha scaricato tutta l'acqua che aveva in corpo nel giro di quindici al massimo venti minuti.
Io me ne ero andata bellin bellina a casa (nuova) per fare un po di pulizia, impresa alquanto vana, e predisporre un pò di cose in vista del trasloco.
Entro e sento un inequivocabile gocciolio, plic plic plic, mi precipito nel bagno ospiti convinta che il wc sospeso perda ancora, in effetti c'era una goccia sul cartone che ci avevo infilato sotto per poter verificare la cosa, parte una bestemmia, ma non è certo quella goccia a fare tutto quel plic plic plic.
Seguo il suono come un ratto il pifferaio di Hamelin e scopro il fattaccio


la fantastica finestra dello studio, quella che ci ha tolto il sonno, ci ha fatto aspettare un era geologica per arrivare ed costata mille mila dobloni d'oro perde come un colabrodo...


...sul parquet ancora non sigillato dal battiscopa!
Parte una gragnuola di bestemmie amplificate dall'effetto eco della casa vuota, speriamo che i vicini non siano troppo sensibili.
Faccio le foto e mi precipito ad eliminare il cartone zuppo, asciugare il pavimento e tamponare con degli stracci l'acqua che continua a venir giù.
Chiamo Cenerentola che provvede ad inviare soccorsi che per fortuna, contrariamente ai miei timori, arrivano nel giro di un'oretta; nel frattemo il cielo ci da tregua e smette di piovere ma la finestra continua a piangere.


L'omino delle finestre spinge di qua tira di la con una ventosa gigante e cerca di tranquillizzarmi dicendo che risolveranno tutto...ci mancherebbe altro, altrimenti la finestra la sdradico dal muro con le unghie e la tiro appresso....poi chiama Cenerentola e gli dice che "Si tratta di un LEGGERO GOCCIOLIO, sa la signora è un po ansiosa".
Esplodo!
Urlo che "NO, la signora non è ansiosa per niente e mo fa un casino che ve lo ricordate"!
E insomma stamattina, perchè prima si deve asciugare, verranno a sistemare la finestra....ovviamente durante il trasloco perchè non ci facciamo mancare proprio niente noi.

Stanotte ha continuato a piovere...ho paura ad andar su!

mercoledì 26 marzo 2014

Non c'è limite al peggio

Quella di ieri è stata una di quelle giornate in cui mi ritrovo a pensare seriamente che devo essere io quella pazza!

E' chiaro ormai che questa ristrutturazione ha avvilito me e tutti i poveracci che dal vivo o dall'etere mi stanno a sentire, ma ieri,ieri abbiamo toccato il fondo o almeno spero.

La giornata è cominciata male, gli idraulici dovevano arrivare alle 8.30 per completare i bagni e montare i termosifoni ma alle 9.30 non si era ancora visto nessuno. Ho chiamato il geometra Cenerentola che mi ha candidamente detto che i super plumbers l'avevano avvisato che sarebbero arrivati verso le 10.30, peccato che nessuno abbia pensato i avvisare me che ero lì ad aspettare come un'allocca.

Per passare il tempo mi sono messa a travasare le piante con cui la vicina ha invaso il pianerottolo...se proprio devo farmi largo a colpi di macete per uscire dall'acensore che almeno sia una giungla decente e poi se c'è una cosa che non sopporto sono i piatti sbreccati usati come sottovasi.

Alla fine i plumbers sono arrivati, hanno sostituito il water che era arrivato scheggiato ma il maledetto perdeva. Plumber Senior mi fa "che bello il parquet ma si può lavare con l'acqua?" Io penso che è un curioso modo per esprimere la convinzione di tutti che ho  fatto una ca§§ata a mettere il parquet in bagno  e rispondo ingenuamente che venditore e montatore mi hanno assicurato che è un legno adatto a stare in ambienti umidi. Lui tira un sospiro di sollievo e fa "Bene allora mi può dare degli stracci che di la è tutto allagato?" Voglio morire.

Il water incriminato viene smontato e rimontato quattro volte ed il bagno viene allagato altrettante volte prima che si riesca a venire a capo del problema, tuttavia non escludo di andar su stamattina e trovare uno sfracello.

Così amenamente siamo arrivati all'ora di pranzo, plumber senior e junior, che sono zio e nipote, vanno a farsi un panino ed io mi catapulto a casa di mia madre ove ingozzo il nano urlante con piatto di pastina al sugo, pranzo con dodici gelatine alla frutta e mi riprecipito a casa inconsapevole i quello che sta per accadere.
I bagni non possono essere completati, mancano due viti qua un dado là quella placchetta va sostituita ed altre simpatiche assenze. Ma abbiate fede perchè il meglio deve ancora venire.

Si sballa il primo termosifone e si scopre che è troppo grande, si procede ad un rapido controllo per scoprire che abbiamo due termosifoni di misura sbagliata e due termosifoni in più. Ovviamente pensiamo che ci abbiano consegnato l'ordine sbagliato e quindi chiamiamo Cenerentola per avere lumi. Lui lancia l'anatema "non toccate nulla, vi faccio sapere". Passa un'ora in cui i plumbers ed io socializziamo mentre i nervi cominciano ad accumulare carica elettrostatica. Telefona Gran-plumber (padre di senior nonchè nonno di junior...plumbers fino alla settima generazione) che informato della situazione intima a senior e junior di cominciare a montare quelli che vanno bene che loro non c'hanno tempo da perdere, quindi si precipita a casa chiama Cenerentola ed in un dialetto a me incomprensibile gli da quella che dai toni sembra essere una bella strigliata.

A questo punto, mentre si ricomincia a lavorare ed io accantono temporaneamente la scelta del balcone da cui lanciarmi arrivano Cenerentola ed il GrancapoIngegnere che, sprezzanti del pericolo (ovvero dei raggi gamma che spuntano dai miei occhi furenti) cercano di convincere/costringere plumber senior a sventrare un muro intonacato rasato ed imbiancato per infilare un coso da 72cm in uno spazio da 46cm per la serie che la matematica è un'opinione e la geometria pure. 

Io facendo appello a risorse di calma che non credevo di possedere faccio presente che forse sarebbe il caso di sostituire i termosifoni visto che venerdì mi portano su i mobili e non c'è tempo per rompere e rifare e sopratutto visto che in una stanza a meno di non togliere la finestra (!?!) lo spazio proprio non c'è.

A questo punto il GrancapoIngegnere non essendo riuscito a dare la colpa ai 3Plumbers ha osato sostenere il concetto che riassumo: IO avrei tracciato l'impianto, avrei fatto i conteggi necessari, avrei scelto la misura degli elementi e lui si sarebbe limitato ad ordinarli.

Il seguito ha lasciato solo una traccia nebulosa nei miei ricordi ma devo aver detto/fatto qualcosa di incisivo poichè i termosifoni incriminati sono stati portati via ed in un futuro più o meno remoto dovrebbero arrivare quelli della giusta misura.

Sono sfibrata!!!

sabato 22 marzo 2014

Journal Day # 5 - Sfide quotidiane

Abbiamo tutti sfide da affrontare giornalmente. Possiamo considerare qualcosa di piccolo, come avere abbastanza tempo durante la giornata per fare tutto ciò che ci prefiggiamo, o può essere un po più grande, come qualcosa da superare mentalmente o emotivamente, o anche di affrontare una persona difficile. Qualunque sia il caso, date un'occhiata al vostro quotidiano, cosa indichereste come la vostra più grande sfida? O se avete un problema del passato che siete stati in grado di superare, come avete fatto?

Ogni mattina, quando mi sveglio, mentre il corpo si stiracchia ed avvia il motore pronto ad affrontare una nuova giornata, faccio un rapido elenco delle cose che ho da fare.

Più precisamente, redigo una scaletta mentale cercando di organizzare al meglio ogni singola operazione, attività, incombenza attribuendogli un livello di priorità ed una precisa tempistica.

Spesso quest'operazione la faccio addirittura su base settimanale incastrando la spesa tra il dentista della nonna e il pagamento delle bollette cercando di abbattere i tempi morti. 
Sembra una roba da maniaci del controllo, ma in realtà è solo uno strenuo e ultimamente per lo più vano tentativo di incastrare tutto quello che devo fare al fine di rosicchiare tempo per quello che voglio/vorrei fare.

A volte, come tutti credo, vorrei proprio avere qualche ora in più anche se in realtà sono convinta che avendole queste desiderate ore finiremmo col riempirle ulteriormente di cose da fare, trovandoci punto e capo solo ancora più stanche.

La vera sfida però è fare un carico di calma, serenità, tolleranza, clemenza, condiscendenza, indulgenza, accettazione, sopportazione ed a volte finanche rassegnazione.

In una sola parola: pazienza!

La mia sfida quotidiana è affrontare ogni minuto, ogni avvenimento, ogni incombenza, ogni persona in uno stato di equilibrio interiore che non si faccia intaccare dalle avversità, dalle difficoltà e dalle persone sbagliate e che invece si nutra di nuove scoperte, di nuove lezioni imparate, di problemi risolti.

Mi sforzo quotidianamente di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, di cogliere nelle difficoltà un'occasione di crescita, una sorta di body building del carattere.

Amo mettermi alla prova, forzare il mio corpo e la mia mente oltre il dolore e la stanchezza, spostare il limite sempre un po più avanti e scoprire con gioia che ce l'ho fatta e che l'unico vero limite  che abbiamo lo creiamo noi con l'insicurezza, con la paura di sbagliare, con il compatimento di noi stessi nelle sventure.


Avere la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare ciò che posso e la saggezza per capire la differenza: ecco la mia sfida quotidiana.


Journal Day posts inspired by Danielle at Sometimes Sweet !

giovedì 20 marzo 2014

Nomen omen

Quaggiù nel profondo Sud si usa tramandare i nomi di famiglia dando ai nuovi nati i nomi dei loro predecessori, nonni, zii, a volte anche compari, per tradizione, per devozione, spesso per costrizione, con risultati spesso abominevoli dovuti all'incrocio non sempre felice fra nomi cognomi e vezzeggiativi vari.
Basti dire che mia madre ha quattro cugine con il suo stesso nome e cognome ed ovviamente ognuna di loro viene chiamata con un nomignolo che smozzica, storpia e svilisce il bel nome originario al solo scopo di poterle identificare e quindi c'è una Vanna, una Nina, una Ninetta e una Ninì, fortuna che lei è l'unica che ha conservato l'originale Giovanna anche se poi noi tutti in famiglia la chiamiamo Lully che è il diminutivo di Luisa e non c'entra un fico secco, ma questa è un'altra storia.
Quando nacque mia sorella, in riparazione del torto commesso dal fratello maggiore di mio padre che aveva osato non dare al primo (e poi unico) nipote maschio il nome del nonno paterno (che ne aveva fatto una tragedia!), i miei convinti di aspettare un maschio promisero di usare il nome avito, ma sul più bello spuntò fuori un'inaspettata folletta dal pelo rosso  e non avendo previsto alternative femminili ella si beccò il nome del nonno al femminile, che per fortuna è un bel Francesca.
Quando nacqui io, la nonna materna sicura che sarebbe toccato a lei l'onore di perpetrare il nome nella discendenza fece la splendida dichiarando che lei non era proprio come certe persone fissate con queste sciocche tradizioni e così quando il di lei marito, nonché mio amato nonnetto, propose il mio nome ed i miei ne furono entusiasti la poverina rimase con un palmo di naso e dovette inghiottire l'amaro boccone della sua sicumera. Fu però poi ricompensata dalla consapevolezza, che pur non avendo il suo nome, sono la sua esatta fotocopia nella materia e nel carattere e ne sono sempre andata orgogliosa.
Ebbene oggi si ricorda Sant'Alessandra di Amiso o Sant'Alessandra martire che, sebbene non ci siano grandi notizie a riguardo, pare fosse una personcina dal gran carattere  e di un certo coraggio che affrontò la morte per proclamare la propria fede.
Il nome Alessandra dal greco è traducibile con "protettrice degli uomini" e mi piace pensare di essere una persona sempre pronta e disponibile verso gli altri e che questo tratto del mio carattere l'ho ereditato un po dall'arzilla nonnina ed un po dalla santa coraggiosa di cui porto il nome.
Quindi buon onomastico a me e a tutte  le ardite, forti e decise Alessandre che passeranno di qua.


mercoledì 19 marzo 2014

Renovation: Il pavimento

Era una casa molto carina senza soffitto e senza cucina, non si poteva entrarci dentro perché non c'era il pavimento....anzi no adesso c'è!

La scorsa settimana Frodo e Bilbo Baggins ( Bilbo era particolarmente somigliante...a parte i piedi pelosi che non ho potuto constatare a causa degli scarponi antinfortunistici) hanno posato il parquet.
Lunedì armati di rosicapavimenti hanno levigato il massetto alzando un polverone infernale


ed hanno fatto la barriera vapore che ho scoperto essere una passata di un liquame fetentissimo che ha appestato l'intero portone attirando sicuramente su di noi l'ira funesta dei condomini che sono sicura a questo punto ci odieranno.
Martedì e mercoledì ci siamo girati i pollici poiché in casa non si poteva entrare, giovedì siamo stati presi dal panico perché il parquet che doveva essere consegnato non è arrivato, venerdì finalmente le mie belle tavole di rovere brun raku sono arrivate a destinazione sane e salve ed all'apertura dei pacchi mi sentivo come la mattina di Natale.

C'è stato un attimo di delirio al momento di decidere in che verso posarlo, tutti mi guardavano come l'oracolo di Delfi o piuttosto come "mo so cavoli tuoi",  decisioni su decisioni neanche fosse una questione di vita o di morte, alla fine abbiamo, plurale maiestatis, optato per un modo che non ero sicura mi sarebbe piaciuto, ma fare valutazioni vedendo tre o quattro tavole buttate lì non è come vedere un'intera stanza realizzata.
Così sabato mattina, dopo una nottataccia con la febbre a 39 popolata da incubi e funestata dalla sigla de "La casa di Topolino" che proprio non voleva uscirmi di testa, mi sono precipitata  a casa per vedere l'effetto del soggiorno finito ed ho tirato un enorme sospiro di sollievo nello scoprire che il pavimento è perfetto, proprio come lo volevo e come lo avevo immaginato.


Avantieri sono entrata in casa ed ho scoperto che avevano trasformato la cameretta in una segheria, mi ha preso un colpo a vedere il mio bel pavimento nuovo combinato in quelle condizioni


ma ho constatato con piacere, una volta ripulito, che non ha patito alcun danno ed ho quindi avuto la conferma d'aver fatto un'ottima scelta a livello di resistenza sia del legname che della finitura naturale in modo da non dovermi preoccupare troppo nel vivere la casa in libertà.

Da ieri ci sono in casa i pittori, che hanno dato la seconda mano di bianco in tutta la casa che ora è davvero accecante.

Ho scelto anche i colori per i bagni: oro antico per quello padronale e corallo per quello ospiti (anche se in foto sembrano un po più chiari della realtà)



al momento sono terrorizzata perché solitamente sono un tipo all white per quanto riguarda le pareti e questi colori così forti sono per me proprio un azzardo, il mT sostiene seraficamente che "se fanno schifo li copriamo con una bella mano di bianco" ma io non sto tranquilla comunque...sai quante mani ci vogliono per coprire tutto quel casino.
 In ogni caso lo scoprirò domattina del resto, come diceva la cara Rossella, domani è un altro giorno.

E poi ho dovuto scegliere anche il colore delle tapparelle, ma dico le tapparelle, che me ne frega di che colore sono tanto non le chiudo mai! Vabbè ma devono essere in linea con quelle condominiali, che però sono di trent'anni fa e quindi o completamente sbiadite o di tutte le varie tonalità di scolorimento a seconda di quando nei vari appartamenti sono state cambiate e quindi abbiamo optato per un bejiolino moscio per niente accattivante ma al punto in cui sono se mi chiedono di fare un'altra scelta mi lascio rotolare giù per cinque rampe di scale.

Sono proprio al livello adesso eh!!!