Prompt #3:
Si dice che col senno di poi è tutto facile e guardando indietro si ha sempre una visione migliore. Spesso siamo in grado di realizzare come le nostre scelte e le nostre decisioni hanno condizionato il nostro oggi ed esaminare cosa avremmo fatto diversamente se ne avessimo avuto l'occasione. Quando guardiamo indietro, spesso guardiamo lontano, ma per questo esercizio restiamo un po più vicino al presente e guardiamo indietro di soli 12 mesi. Se potessi tornare indietro solo di un anno, cosa vorresti dire a te stesso? Che consiglio ti daresti su tutto ciò che hai vissuto?
Negli ultimi 12 mesi ci sono stati due grandi avvenimenti nella nostra vita come famiglia, uno conseguenza dell'altro: ci siamo impegnati in una nuova adozione ed abbiamo venduto la nostra casa per comprarne una più grande.
Avviarsi nuovamente sulla strada tortuosa dell'adozione non è stata una vera e propria scelta ma una sorta di conseguenza dell'essere andati per la prima in un Paese in cui le adozioni multiple sono un miraggio ( needs twins! ) e noi abbiamo sempre desiderato una famiglia numerosa.
Questa seconda esperienza, quanto al cammino percorso fin'ora è stata molto più semplice, molto più consapevole della realtà e mi azzardo a dire molto più facile, perché quando la strada è conosciuta ci sembra sempre meno spaventosa. Non c'è nulla su cui recriminare, nulla che avremmo voluto o potuto fare diversamente o meglio, ma forse lo dico solo perché è andato tutto bene. Adesso comincia la parte più dura, quella dell'attesa e dell'ignoto, ma la affrontiamo con rinnovata speranza.
Sul fronte nuova casa invece potremmo fare una lista infinita di se e di ma, senza tuttavia approdare a nulla di concreto perché come si suol dire "col senno di poi" saremmo tutti bravi a fare la cosa giusta.
Forse siamo semplicemente stati un po troppo ingenui nel credere di essere capaci di evitare che gli squali approfittassero di noi e magari un tantino presuntuosi nel credere di aver acquisito negli anni la capacità di gestire, organizzare, programmare per non avere brutte sorprese.
La vendita della nostra vecchia casa e l'acquisto della nuova ci hanno tolto il sonno per molti mesi durante i quali il timore di perdere il frutto del nostro lavoro e dei nostri risparmi e di rimanere in mezzo ad una strada a causa della poca serietà, per non dire proprio del tentativo di truffa, dei mediatori immobiliari che ci hanno seguiti ed avrebbero dovuto fare i nostri interessi ci ha fatto capire che non c'è modo di difendersi da chi si vuole approfittare di te e che fare le cose per bene e in modo legale non ti mette al riparo da brutte sorprese; ecco è brutto da dire, ma certe volte penso che fanno bene quelli che fanno i banditi...purtroppo noi non siamo capaci!
Anche la ristrutturazione che era iniziata sotto i migliori auspici e che nella prima fase è stata entusiasmante e coinvolgente sta perdendo tutto il suo fascino. Sarà perché siamo stanchi di essere accampati, stanchi di dover prendere decisioni su decisioni, sempre con il timore di prendere quella sbagliata, stanchi di dover sottostare allo strapotere delle maestranze che fanno il loro comodo, come fossero la loro casa i loro soldi ed il loro tempo in ballo.
Se mi guardo indietro penso che vorrei essere stata più furba, più sveglia, meno fiduciosa della serietà ed onestà del prossimo e più dura nel pretendere quello che ci era dovuto, anche a costo di calpestare il mio concetto di buona educazione da cui spesso non riesco a prescindere.
Eppure, fatalisticamente o magari realisticamente, finisco col credere che le cose vadano sempre e solo come devono andare, che altrimenti andrebbero diversamente ed il fastidioso "esercizio" di pensare a come avrebbe potuto essere e cosa avremmo potuto fare, con tutte le variazioni verbali possibili di voluto, dovuto, desiderato e sognato non servono a nulla se non a farci sguazzare nel rimpianto, a volte nell'autocommiserazione, quando invece è sempre meglio tirare un sospiro di sollievo pensando che poteva anche andare molto peggio e considerarsi dei sopravvissuti è sempre meglio che compiangersi come dei dispersi.
Spero, credo, che queste esperienze ci serviranno da bagaglio per il futuro, per evitare di commettere gli stessi errori e per consentirci di sopravvivere a quelli nuovi che faremo, perché in questa nostra vita non c'è un istante che sia uguale all'altro ed ogni momento va vissuto nella sua unicità e nella meravigliosa vastità delle opportunità che porta con se.