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mercoledì 31 dicembre 2014

Bye bye 2014

Il 2014 sta per finire e ci ha fatto un grandioso regalo, questa notte silenziosa una coltre di neve ha coperto tutto come una soffice coperta bianca


...uno spettacolo fiabesco per chi come noi a dicembre si aggira sui 20/22 gradi.
Junqian è impazzito appena sveglio ed è stata dura trattenerlo giusto il tempo di fare colazione e lavarsi, poi ha voluto indossare la sua tenuta antigelo


la tutina s'è fatta corta ma per questa volta ce la siamo fatta andare....tanto qui rinevica fra dieci anni se tutto va bene.
E' stata una gran figata uscire di casa con gli scarponi da neve senza dover fare km in macchina per poi litigare con tute e scarponi fra i sedili posteriori.
Così ci siamo dati alla pazza gioia proprio sotto casa
   



E insomma....buona fine 2014 a tutti e buon principio per l'anno che verrà


lunedì 29 dicembre 2014

Il nostro Natale 2014

Anche questo Natale è arrivato ed è passato.

Avevo in mente grandi progetti, avevo fatto mille programmi, volevo che J. respirasse la vera atmosfera del Natale...luci, colori, profumi e tradizioni tutte nostre da iniziare e conservare gelosamente nei ricordi per il futuro.

In realtà siamo arrivati al Natale stanchi, sovraccarichi di casini dell'ultimo momento, tediati dalle solite dinamiche familiari prefestive di chi va a casa di chi chi cucina chi si offende chi se la tira chi chi chi...

Amo la mia famiglia, ma sa essere molto impegnativa, ho passato due giorni a cucinare e a pulire a pulire e a cucinare e poi detesto gli avanzi con tutto il mio cuore!!!

Su una cosa sono però riuscita ad averla vinta quest'anno ed è stata la tempistica/logistica dell'apertura dei regali, volevo assolutamente che J. trovasse i regali sotto l'albero la mattina di Natale tanto per cominciare perché così la storiella del vecchietto canuto che vola sulla slitta magica è più credibile del veder arrivare i regali nelle buste dell'Auchan e poi perché ho sempre trovato che fosse una tortura trascinare i bimbi fino a mezzanotte per aprire i regali e poi quando sono al massimo dell'eccitazione dirgli be ora è tardi devi andare a dormire.

Così la sera della vigilia J. ha lasciato il piattino con i biscotti ed il succo per Babbo Natale e la carota per le renne sul tavolino vicino all'albero ed è andato a dormire tutto speranzoso. Io sono rimasta in piedi finché lui non si è addormentato per finire di fare i pacchetti ed ho montato la cucina dell'Ikea chiusa nel bagno di servizio!!!

La mattina di Natale J. è arrivato correndo il soggiorno ma dinanzi ai regali impacchettati è rimasto un po sulle sue, più sorpreso che entusiasta....mi aspettavo un po più di euforia, ma lui è così, molto inglese nell'esternazione dei sentimenti.

Cercheremo di migliorare per l'anno prossimo.

Ci auguriamo che abbiate trascorso un Natale "spaventosamente" bello

 

martedì 9 dicembre 2014

Un'avventura emozionante

Così l'ha definita J., io direi un'esperienza raccapricciante...ma sono punti di vista no?

L'evento in questione è stato un bel giro in ambulanza, anzi due, che ci siamo concessi giovedì sera, che quando uno si annoia farebbe di tutto per movimentare un po la serata.

Il fattaccio ebbe origine in tarda mattinata, ero al mercato a fare la spesa ed il pescivendolo di fiducia attira la mia attenzione: "ci ho dei bei merluzzi freschi freschi per il bambino sono appena arrivati", mentre sciaguatto allegramente sulle punte che manco Carla Fracci nell'acqua del pesce che allaga il pavimento squilla il telefono ed il caro marito solleva la sua perplessità "che ci fai dal pescivendolo oggi è giovedì" e quindi??? "il pesce si mangia il venerdì!" chi lo dice? "è così e basta, non s'è mai visto che si mangia il pesce di giovedì, chi diavolo mangia il pesce il giovedì?" Noi, stasera a cena. 

Interno casa, ore 21.00, atto cena: papà mangia il suo merluzzo "ah ma è davvero buono, gnhum gnhum si sente che è freschissimo", figlio aspetta poco pazientemente la pulitura, spinatura, passaggio a infrarossi del suo merluzzo quindi si avventa sul piatto come non ci fosse un domani, mamma finalmente impugna forchetta e coltello per dedicarsi al suo ormai freddo merluzzo ma non fa a tempo a toccare il piatto che figlio comincia a tossire, con serenità zen e  scatto di un felino in caccia mamma mette figlio a testa in giù e gli intima di sputare il corpo del reato, figlio esegue e tornato in posizione verticale chiede l'acqua...papà non si accorge praticamente di nulla, ma figlio comincia a piagnucolare e tossicchiare e dice che ha una spina in gola a quel punto, come svegliandosi da un trance profondo papà salta su da la sedia e comincia ad agitarsi di qua e di la manco il figlio stesse per morire. Padre, datti una calmata, figlio respira non vedi che mangia pane e beve acqua come niente fosse? Ha una spina che non vuol venire fuori aspettiamo un po e vediamo che succede. Parte l'anatema: la colpa è tua ( che novità ) te l'avevo detto che il pesce di giovedì non si mangia. No scusa perchè se era venerdì la spina non gli andava di traverso? Sei la solita non vuoi mai ammettere di avere torto! Ohmmmmmm!!!
Nel frattempo passata mezzora, J. continua a scaracchiare e piagnucolare, mi vado a vestire, metto le scarpe al nano, indossiamo giubbotti e cappelli, il tutto davanti agli occhi di papà che non si accorge di nulla finchè non prendo le chiavi della machina "dove vai?" Lo porto al pronto soccorso così magari gliela levano sta spina. Si di giovedì al pronto soccorso? Aridajje con questo giovedì, ma vedi che anche la salumeria sotto casa sono dieci anni che apre pure la domenica. Aspetta che mi vesto e vengo anch'io. O che bello. Passa un altro quarto d'ora, J. sbava come un sanbernardo in giubbotto e cappello e finalmente partiamo alla volta del PS dell'ospedale pediatrico, arrivati lì si scopre che l'ingresso è in ordine d'arrivo non d'urgenza, poco male noi sbaviamo ma non credo siamo in pericolo di vita. 
Arriva il nostro turno e comincia lo show.

Dottoressa: allora dite che c'è una spina? 
Io: il bambino stava mangiando il merluzzo, l'ha sputato e ha detto che ha una spina in gola.
Dott: quindi voi non l'avete vista'
Io: se l'avessi vista l'avrei tolta no?
Dott: questo lo dice lei
Io: scusa???

nel frattempo J continua a sbavare e fare un verso raschiante con la gola

Dott: questo è il modo normale di respirare del bambino?
Io: Le sembra un modo normale di respirare?
Dott: non saprei
Io: ?????
Io: va bene quindi che si fa?
Dott: ah io niente, dovete andare dall'otorino al Policlinico.
Mamma e papà in coro: Perfetto ci andiamo subito
Dott: fermi la non ci potete andare da soli, il bambino deve viaggiare in ambulanza
Io: ma a quest'ora (nel frattempo si sono fatte le 22.30) ci mettiamo meno di dieci minuti ad arrivare perché sprecare i soldi dei contribuenti, poi magari arriva un bambino che dell'ambulanza ha bisogno davvero e deve aspettare. 
Dott: non se ne parla, se poi uscite di qui e il bambino muore la colpa chi se la prende? (amo la sanità pubblica!!)
Io: no fammi capire mio figlio sta per morire e tu mi mandi a passeggio?
Dott: chi l'ha detto che il bambino sta per morire voi genitori siete sempre esagerati e allarmisti 
Io: ma l'hai detto tu che se esce e muore non vuoi rogne? Okkei dove sta l'ambulanza?
Infermiera: è già qui fuori ma non c'è l'autista
Marito leggermente alterato: e chi la deve guidare io?

Immagine tratta da Google

Insomma per farla breve facciamo il nostro giro sulla giostra, J ed io in ambulanza, papà dietro con la macchina...un'esperienza infernale, ho temuto di morire e soprattutto di vomitare mentre attraversavamo la città a millemila km orari con le sirene spiegate e J. si è ovviamente divertito come un matto urlando mimomimoooo mimomimoooo tra un colpo di tosse ed una sputacchiata, beata incoscienza.
Per fortuna arrivati al Policlinico abbiamo trovato un medico anziano e capace che con grande gentilezza, simpatia e competenza ha recuperato la maledetta spina con una pinza di dimensioni allarmanti. Con ancora le garze in bocca J ha chiesto se poteva avere una pizza.
Quindi abbiamo rifatto il percorso all'inverso, sempre noi in ambulanza ed il marito dietro in macchina, una volta compilate le carte e dimessi dall'Ospedale pediatrico siamo andati a comprare la pizza e J. tutto felice con la bocca sporca di sugo ha commentato: E' stata ploplio un'avventula emozzinante!

Da giorni è l'idolo dei compagni di scuola. 

Il mio merluzzo giace nel congelatore, mi dispiaceva buttarlo che c'è gente che non può mangiare ma solo vederlo mi da il voltastomaco. 

lunedì 24 novembre 2014

Renovation - Un anno dopo

Un anno fa di questi tempi buttavamo giù muri e ne tiravamo su di nuovi.

E' stata un'impresa impegnativa questa nuova casa che finalmente è diventata casa nostra, ci ha spesso spinto ai nostri limiti e a volte ci ha costretti a superarli nel bene o nel male e tuttavia sebbene non sia perfetta somiglia abbastanza al sogno e all'idea che avevamo in mente e ci si sta lentamente modellando addosso come un maglione comodo  che ci avvolge e ci tiene al caldo.

Siamo ancora in fase di "allestimento",comincio a credere che non finiremo mai, ma in realtà si iniziano a vedere dei risultati. 

Finalmente abbiamo porte e battiscopa e la polvere è sensibilmente diminuita....adoro le porte, sono esattamente come le volevo


il falegname è stato bravissimo ma è un tipo assurdo, un vecchietto d'altri tempi che mi chiama 'la padrona' e parla in un dialetto di cui riesco a cogliere si e no due parole ogni quattro frasi.
Quando siamo stati a scegliere le porte ci ha portato in giro per la segheria facendoci vedere e toccare le tavole di noce che sarebbero diventate le nostre porte, mi diceva di toccarle e di annusarle perché solo così avrei capito se erano le mie tavole, quindi ha cominciato a correre di qua e di la mostrandoci giustamente orgoglioso i risultati del suo lavoro, siamo stati credo quattro ore nella segheria senza concludere niente...ma è stato comunque divertente.
Alla fine abbiamo chiuso il contratto con una stretta di mano ed una cassetta di percochi, ha mandato sua figlia in campagna a raccoglierci una cassetta di pesche ed ogni volta che siamo tornati a discutere i dettagli siamo andati via con una nuova cassetta di frutta...

Ci ha realizzato anche il guardaroba per l'ingresso


che non è ancora completo perché mancano una mensola, gli appendini per le giacche ed il cuscino per la seduta; sotto ci mettiamo le scarpe che togliamo appena rientrati in casa  lo zainetto di J. e la borsa del marito, nel vano di sopra ci sono tutte le diavolerie tecnologiche router centrali e via dicendo che non volevo proprio avere sotto gli occhi....ed altre parecchie scatole delle mie scarpe, devo avere un disturbo maniaco compulsivo per le scarpe!!!


Al momento le uniche stanze complete sono:

La stanza dei giochi


alla fine, indipendentemente dal fatto che baby bis sia una femminuccia o un maschietto, abbiamo optato per la soluzione una stanza per dormire ed una per giocare, almeno per il momento, era fastidioso dover riordinare o far riordinare a J. la stanza prima di andare a dormire e la notte si rischiava sempre di spezzarsi una gamba calpestando qualche macchinina.
J. adora questa soluzione, sa che in questa stanza può fare quello che gli pare e la beffa è che adesso riordina sempre quando finisce di giocare...Montessori santa subito!!!


Siamo ancora in allestimento Halloween ma passeremo presto in modalità natalizia, adesso che abbiamo uno spazio dedicato J. ed o passiamo molto tempo a realizzare insieme piccoli progetti creativi ed utili allo stesso tempo come il nostro fantastico calendario


che è il primo pensiero di J. ogni mattina.

Il nostro bagno in camera, comodo e spazioso come lo avevo sempre desiderato, in cui finiamo sempre tutti e tre contemporaneamente snobbando miseramente il secondo bagno che non ha ancora il lavabo e viene usato solo in caso di estrema urgenza sebbene sia quello più a portata di mano nella zona giorno






E la cabina armadio che è il sogno di ogni donna...anche se ha molta più roba il marito di me.


A breve, spero entro la prossima settimana, dovremmo completare anche la stanza da notte dei pargoli e poi toccherà finalmente alla nostra stanza.

Stay tuned per i prossimi aggiornamenti. 

venerdì 14 novembre 2014

La scuola dell'infanzia

Ultimamente tre diversi post di Silvia di Emanuela  e di Donatella mi hanno fatto un po ragionare su come la scuola è oggi qui in Italia (l'unica che conosco direttamente se si esclude l'esperienza estiva in College a Brighton ...nostalgia!) e come dovrebbe/potrebbe essere e sinceramente sono un po sconfortata, per mio figlio vorrei qualcosa di più, vorrei che il luogo in cui dovrà trascorre così grande parte delle sue giornate negli anni a venire fosse un luogo in cui recarsi con piacere, un luogo in cui imparare il mondo, la sua storia ed il suo futuro, un luogo in cui scoprire e sperimentare ed imparare sopratutto il desiderio di conoscere, ma anche un luogo in cui imparare a fare a costruire a creare.
Credo che per le nostre scuole sia perfettamente calzante la nota citazione di Robert De Niro: "Sono tutte chiacchiere e distintivo", tutta teoria e niente pratica e per pratica non intendo solo costruire un mobiletto con le stecchette del ghiacciolo  (ma perchè no anche quello) quanto piuttosto rendere utili nella vita quotidiana le cose imparate a scuola....sono esigente lo so ma alla fine qui se i ragazzi non hanno qualcuno a casa che ha capacità voglia e pazienza di partecipare alla loro istruzione siamo al punto che "io speriamo che me la cavo" e non è una gran cosa.
Il piccolo J. quest'anno è entrato 'ufficialmente' nel percorso scolastico: 1° anno di scuola dell'infanzia (guai a chiamarlo asilo che le insegnanti ti saltano alla gola e le mamme pure).
Questo suo viaggio durerà almeno 16 anni (salvo intoppi) poi se vorrà ci sarà l'università ed io sono già qui a chiedermi come andrà, che cosa questo lungo percorso gli offrirà in termini di crescita ed esperienze ed  opportunità per il futuro.
C'è stata la riunione di inizio anno a scuola qualche tempo fa, la coordinatrice didattica ci ha invitati a rispettare "il bambino" a tenere conto dei suoi tempi, ci ha invitati ad essere coinvolti nelle attività che mirano a rendere scuola e famiglia un terreno ben coltivato che offra nutrimento ai nostri figli, ci ha detto che per la scuola a questo stadio sono fondamentali la crescita e l'educazione dell'individuo piuttosto che la didattica ed ha quindi passato la parola alla maestra che...ci ha letto la programmazione didattica!
In quel momento diverse (parecchie) mamme e i tre, tutti e tre i papà presenti, che mentre parlava la coordinatrice guardavano ansiosamente l'orologio e tamburellavano nervosamente con mani e piedi e gomiti ed ogni singolo centimetro dei loro corpi, improvvisamente si sono messi ritti e sull'attenti, qualcuno prendeva anche appunti e nel momento in cui hanno fatto girare i DUE LIBRI che la maestra i bambini completeranno durante l'anno a momenti se li strappavano di mano, il momento topico lo abbiamo raggiunto quando è arrivata l'insegnate di inglese ed i genitori l'hanno letteralmente assalita chiedendole lumi sul level che  contava di raggiungere entro fine anno, no vabbè ma siete pazzi sti nani ancora straparlano in italiano, la poverina non ha battuto ciglio ed ha continuato a sorridere seraficamente sicuramente sostenuta da una gran pazienza...e dal fatto che è appena arrivata da Manchester e non conosce una parola di italiano; in compenso ho capito perchè J. l'adora è graziosa, gentile ed ha i capelli PURPLE: una fatina!



domenica 9 novembre 2014

Del più e del meno

La casa è sottosopra, io mi sento sottosopra!

Nelle ultime due settimane non ho fatto altro che correre di qua e di la affannandomi a "fare" eppure ho sempre l'impressione di non riuscire a concludere niente.
Certo per essere una che si sente spesso e volentieri ripetere "beata te che non lavori" - sottinteso - "e quindi non fai una cippa dalla mattina alla sera" sono piena di impegni, per lo più a favore degli altri ma non è che si rinfacci la disponibilità o la generosità solo che il tempo è quello che è e non si può poi fare molto a riguardo.

A costo di sembrare banale poi aggiungerò che il meteo non aiuta, cioè siamo al 9 di novembre e sembra agosto a Brighton : 20/22 gradi di media a volte anche 25 e questa pioggerellina pidocchiosa che crea una disgustosa umidità da lumache...certo non dovrei lamentarmi visto che nel resto d'Italia stanno succedendo sfracelli però sono due settimane che ho gli stendini in soggiorno e le mutande pulite sono finite.

Al momento i miei uomini (marito, figlio, Olaf e Gnammy...sigh) dormono beati nel lettone 


mentre io sono più o meno in questo stato


ed a questo punto, visto che nel frattempo si sono fatte le 6 quasi quasi vado a fare il ragù che oggi ho la suocera a pranzo per la prima volta nella casa nuova, considerando che a casa vecchia è venuta a pranzo una sola volta in dieci anni diciamo che un po come il rinnovo della patente se ne riparla nel 2024!!

Il fatto che si porti gli gnocchi..e la pentola da casa dovrebbe dirmi qualcosa sulla sua considerazione delle mie abilità culinarie? 
Muhaaa...no vabbè l'adoro è che lei è una di quelle donne d'altri tempi di quelle che la donna è prima di tutto nutrice e quindi deve abboffare saziare le masse e le mie "dosi" non sono all'altezza. 

Un paio di settimane fa siamo stati a pranzo da lei e tralasciando l'aperitivo, l'antipasto ed i due primi, di secondo c'erano: la carne del sugo (che non è MAI il secondo ma solo la carne del sugo) le cotolette ( perchè c'è il bambino) ed il coniglio (che ti ((a me)) piace tanto) ... insomma non c'è proprio gara.

Il menù di oggi prevede qualche "sopratavola" come si dice qui salame formaggio ed olive da spizzicare con un bel bicchiere di primitivo, gnocchi al sugo, pollo ripieno al forno con patate e carote, finocchi gratinati, frutta e torta (credo la farò al cioccolato), loro portano anche i profiteroles sempre per mettersi a parte civile.  

Buona domenica a tutti

mercoledì 15 ottobre 2014

Spooky House!

Assolutamente in tema con il periodo ci ritroviamo con la casa 'infestata' di pipistrelli!

Immagine tratta da google

I simpatici animaletti hanno preso domicilio nel cassonetto della zanzariera della cameretta numero 2.
Oggi, presa dal sacro fuoco delle pulizie, mi è venuto lo sfrenato desiderio di pulire il davanzale della suddetta finestra e non appena ho cominciato a tirar su la zanzariera ....bham! 
E' sucesso il fattaccio.
Colti alla sprovvista, loro ed io, ci siam presi tutti un colpo.
La prima bestiola è precipitata sul davanzale e poi giù dal davanzale in solitaria e prima che riuscissi a capacitarmi di cosa fosse venuto giù dal cielo...ribham!! Me ne piomba uno in testa, io do un colpo di cervicale che manco un giocatore di serie A alla finale del campionato e l'altro vellutato volatile  si spatascia per terra e resta stecchito zampe all'aria...o almeno così credo io.
Ritrovato un minimo di contegno, che non sono una che si prende paura però un colpo mi è preso lo stesso non fosse altro perla sorpresa, vado a prendere la scopa per rimuovere le povere spoglie, ma come faccio per avvicinarmi il disgraziato resuscita e comincia a svolazzarmi per tutta casa ed io dietro con scopa e paletta, una scena da candid camera.
Alla fine però sono riuscita a beccarlo l'insolente e a scaraventarlo giù dal balcone, sei piani di tempo per riprender quota e volare verso il tramonto...mi auguro che abbiano afferrato il messaggio gli abusivi.

Ragazzi che mattinata...poi dicono che la vita di una casalinga è monotona!!!

giovedì 9 ottobre 2014

Bai Jia Bei per Babybis

Una delle disdette dei secondi, ma anche terzi quarti quinti....figli, è sicuramente la condanna a ricevere in eredità abiti, giochi, libri  e quant'altro sia precedentemente appartenuto a chi è arrivato prima di loro.
E' un impulso a cui non si può resistere quello che ci spinge a "mettere da parte" quel maglioncino così carino che è ancora nuovo nuovo, quel gioco con cui il piccolo ha giocato pochissimo ( e magari ci sarà una ragione e non ci giocherà neanche chi viene dopo) e via di questo passo si riempiono gli armadi di roba  praticamente-come-nuova stipata in attesa di un nuovo proprietario.
Io non faccio eccezione ed ho il mio bel numero di scatole, custodite come scrigni preziosi, piene di calzini minuscoli, pigiamini e golfini, anche se devo ammettere di averli conservati più per tenerezza che per un futuro riutilizzo.
Che sia una femminuccia o un altro maschietto Babybis avrà sicuramente una bella dose di robine nuove visto che ci vorranno circa tre/quattro mesi tra l'abbinamento e la partenza ed in qualche modo dovremo pur farlo passare questo tempo e cosa c'è di più divertente del babyshopping?

Scherzi a parte, tutta questa premessa ha uno scopo che vado ad illustrare.

Come Chinatop (ora J.) anche il/la Babybis avrà di diritto la sua personalissima Bai jia bei, che non si pensi che non sia altrettanto ansiosamente desiderato e sognato; tuttavia è inutile negare che oggi non avrei ne il tempo ne la pazienza di attendere l'arrivo di 100 pezzetti di stoffa e 100 pensieri d'amore per il bimbo in arrivo, quindi ho pensato di barare un po e visto che ho uno scatolone  :-)  pieno degli "avanzi" (mhmmm come suona male..che la maledizione del secondo ricada su di te!!) delle stoffine ricevute per la trapunta di J. ho deciso che utilizzerò quelli donati dalla famiglia per cominciare a cucire la trapunta e poi farò il tour dei parenti per estorcere bigliettini d'amore pensati solo ed esclusivamente per Babybis.
Ovviamente non ho 100 pezzetti, che in famiglia siamo quattro gatti, quindi chi volesse partecipare a questo nostro progetto di love-crafting inviandoci il suo pensiero d'amore sarà il benvenuto ed avrà due possibilità:

1. inviare un pezzetto di stoffa in cotone di circa 25 x 25 cm con un biglietto su cui lasciare un pensiero, un augurio, una preghiera ed applicare un pezzettino della stoffa donata;

2. scegliere  un pezzetto di stoffa tra quelle già in mio possesso ( vedi foto qui sotto) e prenotarsi con un commento a questo post, impegnandosi a mandare un bigliettino come su indicato su cui poi applicherò il pezzetto della stoffa da voi scelta...ovviamente se qualcuno dovesse riconoscere la "sua" stoffina precedentemente inviata per la trapunta di J. avrà la precedenza.









Le foto sono penose, lo so, non mi dite niente che sono di frettissima e devo scappare a prendere il topastro da scuola...del resto che il 'macchinone' non  mi faceva diventare Helmut Newton da oggi a domani si sapeva ...   


Di volta in volta pubblicherò le foto delle stoffine e dei biglietti in arrivo su Bai jia bei per Chinatop ora Bai Jia bei per Chinatop e Babybis che trovate nella colonna a destra.

Scappo eh...e grazie a tutti!!!

domenica 5 ottobre 2014

Adozione step by step - I tempi dell'attesa

Rientrando sul blog mi sono resa conto che sono passati già un anno e sette mesi dalla nostra domanda di adozione, a pensarci bene è un bel po di tempo...sarà che questa volta il tempo sta volando impegnati come siamo con il baby number one.

Alla fine il mega-dossier è stato spedito a fine aprile in giro per l'Italia a ricevere gli ultimi timbri e visti, dopodiché è rimasto ad "invecchiare" come l'aceto balsamico per oltre due mesi in attesa dell'autorizzazione della CAI (Commissione Adozioni Internazionali) ad essere spedito e l'11 luglio è finalmente partito alla volta della Cina portando con se il nostro messaggio d'amore.
Al momento gli abbinamenti stanno avvenendo in media in 6 mesi il che vuol dire che siamo ipoteticamente quasi a mezza strada; da qualche parte in Cina il nostro fascicolo è probabilmente già sulla scrivania di qualcuno che magari proprio in questo momento guardando le nostre foto e sfogliando le nostre vite e sta per cambiarle per sempre ... il telefono potrebbe squillare in qualunque momento ... entusiasmante e spaventoso insieme.
A dire il vero questa è la fase più pesante di tutta l'avventura, tutto ciò che dipendeva da noi è stato fatto e non resta che aspettare che il destino faccia il suo corso .... assoluto e totale senso di impotenza ... può essere molto molto frustrante a volte.

Sin da quando abbiamo cominciato a preparare i documenti abbiamo raccontato a J. che faremo un lungo viaggio ed andremo in Cina a prendere una sorellina o un fratellino, solo che a tre anni la concezione spazio/tempo è molto vaga e particolare  e quindi circa un giorno si ed uno no ci chiede se "domani" partiamo per la Cina e sempre più spesso ci chiede di vedere le foto di quando lui era piccolo.
Sento avvicinarsi il momento in cui scoprirà o si renderà conto o qualcuno gli farà notare la sua 'particolarità', il suo essere fisicamente diverso da noi, il nostro essere una famiglia creata dal cuore prima che dalla natura. 
Non potremo raccontargli nulla del suo pur breve prima se non le nostre supposizioni, come soddisferemo il suo bisogno di sapere e di capire?

Credo che questo viaggio sarà per lui un'esperienza molto importante, servirà a rendere reale un avvenimento della sua vita che sino ad ora gli abbiamo solo raccontato: il momento speciale in cui siamo andati a prendere lui. 
Sarà un modo per rendere"naturale" ai suoi occhi  il fatto che alcune famiglie nascono in un altro Paese invece che in ospedale e ciò le rende uniche, speciali eppure identiche a tutte le altre famiglie in cui è l'amore che tiene insieme tutto e tutti.




martedì 30 settembre 2014

In punta di piedi

In punta di piedi e con un certo senso di contrizione, come doveroso dopo una così lunga assenza, faccio ritorno.

Ho cominciato rimandando un giorno o due, poi la pausa ha cominciato ad allungarsi ed i giorni sono diventati settimane e le settimane mesi, le cose succedevano una dopo l'altra e non sapevo più da dove cominciare e nel frattempo mi accorgevo che meno tempo al pc mi lasciava più tempo per altre cose e scoprivo e coltivavo altri interessi.

Abbiamo avuto una  lunga estate di mare ( nonostante il meteo altalenante ) e di piscina inframmezzata da ricoveri in ospedale, furti in appartamento, computer rotti e connessione inesistente, ma anche piena di nuovi hobbies e lavori in casa e perchè no un po di sana pigrizia.

Con calma, ma vigorosamente, rimetterò in funzione gli ingranaggi, spalancherò le finestre e lascerò entrare la luce, spazzerò via la polvere e riprenderò le fila del discorso, augurandomi di ritrovare i vecchi amici, sempre tenuti nel cuore e di incontrarne di nuovi.

 Vi aspettiamo a braccia aperte




P.s. Infinite scuse ed un grazie di cuore a tutti quelli che sono passati di qui chiedendosi che fine avessi fatto...è una gioia sentirvi vicini!!! 

giovedì 15 maggio 2014

Nozze di stagno

E senza accorgersene siamo arrivati ad un importante traguardo...10 anni di matrimonio!

Anche dieci anni fa spuntò fortunatamente il sole dopo una settimana di pioggia che ci aveva fatto rassegnare al peggio.

Il caro marito stamane a colazione ha commentato : 'Be per fortuna non mi sono ancora scocciato!'

È sempre stato un romanticone, del resto la proposta fu "Stavo pensando che visto che prima o poi mi devo sposare meglio te che ormai ti conosco che non dover ricominciare tutto da capo...che ne pensi?'

Penso che sei un po balordo amor mio, ma come dicesti tu ormai ti conosco ed alla fine siamo ancora qui insieme e qualcosa vorrà significare di questi tempi che le coppie non sopravvivono alla luna di miele.

Auguri caro ed altri dieci di questi anni movimentati e ricchi di emozioni.

venerdì 9 maggio 2014

Progetto di Primavera

Visto che la primavera quest'anno da noi stenta proprio ad arrivare J. ed io ci siamo dedicati a riti propiziatori che ci hanno tenuti impegnati durante i lunghi e piovosi, piovosissimi, giorni delle vacanze pasquali.
Complice una sortita nello svedese negozio che tutti conosciamo ci siamo dati all'orticoltura da davanzale o meglio abbiamo giocato al piccolo chimico: idratazione della terra pressata


 una bella mescolata


ed i cubetti si sono trasformati (ero abbastanza scettica) in una massa di terra soffice e succulenta con cui riempire i pirottini di cartone reciclato e biodegradabile...e due secondi che mi sono allontanata e ho detto al padre dagli un'occhiata s'è ingollato una bella cucchiaiata di terra ma vabbè dicono che tutta vitamina B12


quindi abbiamo seminato zucchine, prezzemolo, timo, coriandolo e basilico


tutto al caldo e alla luce sul davanzale


dopo una settimana sono spuntate le piantine,  J. è assolutamente estasiato e non vede l'ora di raccogliere le zucchine ma dovrà avere davvero mooooolta pazienza...e sopratutto speriamo che le piante sopravvivano sennò prevedo dolori...  



Adesso conserviamo i semi di tutta la frutta che mangiamo, nespole, mele, arance e limoni, l'altra sera c'è stato un attimo di follia perché voleva a tutti i costi recuperare i semini del Kiwi. 
Mi sa che devo procurarmi un davanzale più grande.

martedì 22 aprile 2014

Risvegliarsi a casa

Sono le quattro del mattino: il marito russa in una stanza, il nano russa nell'altra ed io vago per la casa in ascolto di rumori e scricchiolii che mi sono estranei.
Contro ogni pronostico siamo riusciti a trascorrere la Pasqua nella nuova casa, anche se a dire il vero a casa non ci siamo stati un granché. 
Proviamo tutti una curiosa sensazione di straniamento, un mix di euforia e confusione, la sensazione anche fisica di essere contemporaneamente qui e altrove, un po come in quei film sui viaggi nel tempo in cui i personaggi si smaterializzano e rimangono 'stracciati' un po qui e un po la.
Questo nuovo grande spazio contiene i nostri mobili e le nostre cose ma non è ancora casa nostra;  ci vorrà del tempo perché l'odore di famiglia sostituisca quello del cantiere, perché il profumo di una torta che cuoce nel forno sovrasti quello del legno e della vernice ancora freschi e affinché tende e quadri smorzino l'effetto eco che amplifica voci e rumori conferendogli una sgradevole nota metallica. 
Cose apparentemente insignificanti come il cambio dei posti a tavola o la scelta di quale bagno usare ci mandano completamente in confusione e la ricerca di un oggetto, complice il caos che ancora regna in ogni dove, scatena rocambolesche cacce al tesoro che non sempre hanno un lieto fine è infatti non ho la benché minima idea di dove siano finite le fruste del frullino elettrico.
J. Si diverte un sacco,  ha recuperato tutti i suoi giochi e si gode la sua stanzetta rivendicando il suo spazio fisico e mentale; trascorre lunghi momenti a riscoprire le sue cose ed a sfogliare i suoi libri, ma soprattutto adora giocare con i suoi trenini che portati in dono da Babbo Natale erano stati prontamente occultati per mancanza di spazio. 
Il marito alterna momenti di delirio componibile montando la cabina armadio dell'Ikea sacramento in aramaico antico a momenti di letargo terminale spiaggiato sul divano che a suo dire è ciò che più gli è mancato in questi lunghi mesi di esilio, non che a casa di mia madre mancassero ce ne sono ben tre, ma 'io non posso capire' il rapporto profondo che c'è tra un uomo e il SUO divano.
Ed io...io vorrei solo sedermi comodamente con un bel libro ed una tazza di tè,  ma so già che non sarò paga finché non sarà tutto in ordine, ogni cosa avrà trovato il suo posto ed avrò domato l'ambiente...tanto per cominciare vado ad accendere la lavatrice!

mercoledì 9 aprile 2014

I commenti alimentano il blog

Capita, di connettersi dopo qualche giorno, di accorgersi che c'è un nuovo commento ad un post e di leggere questo:

Silver Silvan 06 aprile 2014 ore 09:46
Ma che cazzo vuole che gliene freghi, alla gente, dei suoi traslochi?!E dei nomignoli scemi che da a suo marito.Mai scemi quanto il nickname che si è trovata,eh.Auguri al suo QI.Perchè non finisca sotto zero.

Egregio, astioso, commentatore,
che ci creda o no sono onorata di averla colpita al punto da meritarmi una delle sue invettive, eh si che l'ho già vista bazzicare qua e là depositando i suoi autorevolissimi  ed eleganti tributi, pensare che si sia preso la pena di fermarsi qui nel mio misero blog preoccupato per le sorti del mio q.i. devo dirlo mi commuove.

Sinceramente, a parte gli scherzi, la cosa mi fa un po sorridere e un po mi fa anche tristezza. 
Essere così rabbiosi nei confronti di una perfetta sconosciuta lo ritengo abbastanza ridicolo oltre che inutile....alla fin fine questo è il mio diario e ci scrivo quello che mi pare, se capiti qui per caso e non ti piace quel che trovi cambia pagina e vai a leggere qualcos'altro, non è che paghi il canone e ti devi sorbire per forza quei tre canali e sopratutto non è che ti ho invitato io.
Il fatto poi che ci sia qualcuno così profondamente maleducato da piombare qui con la grazia di un elefante in mezzo alle porcellane ed in modo anche volgare mi dia della deficiente più che convincermi che la gente non finirà mai di stupirmi non fa, dato che non ho mai difettato di consapevolezza di me e del mio valore in quanto essere umano e preferisco curarmi di quel che sono piuttosto che di quello che la gente pensa che io sia o debba essere.
Indubbiamente scrivere un blog e raccontare i fatti propri in pubblico ci mette alla mercé del giudizio degli altri ed ovviamente ognuno di noi ha quel briciolo di Narciso in sé che ci fa desiderare di risultare graditi al prossimo e ci fa gioire dei riscontri positivi.
Considero positivo e necessario ricevere critiche costruttive, consigli e scambio di opinioni perché sono essenziali alla crescita dell'individuo ed alla socializzazione e del resto un blog questo è, o almeno dovrebbe essere, una forma moderna di socializzazione, di incontro e di crescita per chi vuole viverlo così...poi se c'è chi vuole solo farsi i fatti degli altri e prova un impellente bisogno di rendersi sgradevole depositando le sue perle di malevolenza mi fa un po pena.
E siccome si sa che mi piacciono tanto i topini mi sento di consigliare a Silver Silvan la visione del film "Ratatouille" , il cinico ed apparentemente crudele critico culinario Anton Ego alla fin fine era solo un uomo molto solo. 
Immagine tratta da Google

A conclusione devo dire che l'avvenimento mi ha fatto riflettere su come considero il mio blog.
E' certamente un diario su cui mi piace annotare avvenimenti, pensieri, progetti e sogni, un po erede di quei diari segreti della giovinezza che poi segreti non lo erano mai veramente. 
E' anche un contenitore in cui sperimentare creatività e tecnologia (che si sa non è proprio il mio forte) e mettermi alla prova e scoprire ed imparare nuove cose. 
E' in fine un luogo, seppur virtuale, in cui incontrare e conoscere altre persone ed altri mondi  che altrimenti non avrei mai scoperto; un luogo in cui c'è spazio per condividere esperienze, darsi sostegno in momenti in cui una voce estranea può suonare più amica di una voce familiare e che magari è in grado di comprendere meglio qualcosa che fa parte anche del suo vissuto; un luogo dove nascono amicizie che a volte superano le distanze, i chilometri, perfino gli oceani e si arricchiscono di abbracci e momenti vissuti insieme. 

Quindi sono qui a scrivere della mia vita semplice e soddisfacente, dei miei momenti di gioia e delle persone che amo, delle cose che non vanno come vorrei e che cerco di migliorare, dei miei desideri e dei miei sogni. 
Apro felicemente le porte di questa mia casetta a chiunque voglia entrare, a curiosare o a chiacchierare, a chi è capitato qui per caso ed è solo di passaggio ed a chi si è trovato bene e torna volentieri. 
Apprezzo  enormemente ogni commento che vorrete lasciarmi perché, in un momento in cui il tempo è una merce tanto rara, l'impegno profuso nel lasciare un segno del vostro passaggio e dell'attenzione dedicata alle mie parole ed alle mie immagini mi onora.
Sarò grata se chi vorrà esprimere il suo dissenso lo farà in  modo civile ed educato, non posso certo piacere a tutti e neanche me lo propongo, ma ritengo di poter esigere di non essere insultata in casa mia.

A questo punto Silver ha ottenuto il suo momento di celebrità (...che diciamoci la verità credo sia il vero nocciolo della questione!!!) anche in questo piccolo blog  ed io ho guadagnato lo spunto per un post, quindi si vince tutti no?

E già che ci sono recupero una paginetta di Journal day, più precisamente la # 7, che avevo saltato e che riguardava per l'appunto il rapporto con i social media.

martedì 1 aprile 2014

Currently MARZO

Trasloco:   Finalmente a casa, più o meno!
Venerdì i nostri mobili hanno guadagnato la vetta del nostro quinto piano (venendo da un secondo mi fa un pò impressione affacciarmi, mi dovrò abituare) con gran divertimento di Junqian che quando ha visto arrivare il camion con la scala ha cominciato ad urlare a squarciagola "I poppieri i po(m)pieri" facendo ridere tutto il vicinato. La casa è ben lungi dall'essere finita, non  abbiamo le porte, i battiscopa, l'acqua calda, mancano le tapparelle i lavabi dei bagni e i rubinetti delle docce uno non funziona e l'altro pure...però posso farmi una bella tazza di the e quindi per quanto mi riguarda è casa!!!

Sogno : Una bella vacanzina, ho proprio bisogno di staccare la spina, riempire una valigetta con quattro cosine e salire su un aereo, non importa per dove.  

Leggo: New York di E.Rutherfurd, anche se a causa della frenesia degli ultimi giorni giace abbandonato sul comodino da un bel po. Non ne dico male ma per ora neanche bene, la storia è interessante ma, forse per via dell'argomento, mi ero fatta l'idea di trovare qualcosa di simile a La Baia di J.A.Michener, "grandioso affresco di quattrocento anni di storia americana dai pellerossa allo scandalo Watergate" ma per ora il libro di Rutherfurd non regge il confronto con lo stile narrativo di  Michener...vedremo.   

Cerco ispirazione: ...e soprattutto tempo per usare la mia nuova reflex, perché alla fine poi l'ho comprata la eos 600D, dopo un'estenuante sessione di mercanteggiamento in stile arabo tra il marito e la responsabile di reparto del Mdw, che ha lasciato loro completamente sfiniti  e me con cento euro in più, quindi qualunque cosa si siano detti onore al merito del marito!

Nel frattempo cerco di capire a cosa servano tutti quei pulsanti....

Aspetto:  Che gli omini del gas si degnino di venire ad allacciarmi l'utenza. Abbiamo chiesto lo spostamento di una ventina di centimetri del contatore e ci stanno facendo penare, è un mese che vanno avanti e dietro, sopralluoghi, mail, fax, richieste di pagamenti...quando per direttiva europea i contatori all'interno degli appartamenti (noi l'abbiamo sul balcone) sono fuori legge e dovrebbero provvedere a loro spese a spostarli giù in prossimità del portone condominiale, ma vabbè io pago, basta che mi allacciate lo stramaledetto gas. Poi vedi perchè ho la cucina elettrica...

sabato 29 marzo 2014

Journal Day # 6 - Motivazioni

Mangiamo perché il corpo ce lo chiede.
Lavoriamo per procurarci ciò che serve alla nostra sussistenza.
Condividiamo il nostro spazio ed il nostro tempo con altri esseri umani perché siamo esseri sociali.
Queste sono solo alcune delle azioni che compiamo ogni giorno per sopravvivere, però si tratta in gran parte di risposte ormai automatiche, codificate da millenni di evoluzione, a degli istinti primari.
Cos'è invece che ci spinge a vivere, a cogliere le infinite possibilità che ogni nuovo giorno ci offre a sondare nuovi mondi ed oltrepassare gli orizzonti?
Perché alcune persone riescono ad essere felici, o quantomeno soddisfatte delle loro vite, dei traguardi che raggiungono, di ciò che possiedono e sopratutto sembrano riuscire bene in ogni cosa che fanno ed in ogni situazione ed altre invece sembrano sempre sull'orlo dell'abisso?
E' semplicemente una questione di fortuna, di capacità di cogliere le occasioni, si tratta di coraggio ed intraprendenza, di possedere doti/doni speciali o piuttosto è una particolare congiuntura di talento volontà ed opportunità?
Mi capita a volte di notare (e stupirmi!) quanto possano essere diversi fratelli e sorelle, pure nati e cresciuti nella medesima famiglia, educati allo stesso modo, forniti delle stesse opportunità a livello materiale e culturale. 
E' quindi scritto nel nostro dna  il nostro carattere e di conseguenza non possiamo che essere e fare ciò per cui siamo nati o siamo in grado di spingerci oltre?
Questi e mille altri interrogativi mi si affollano nella mente da quando ho letto il tema di questa settimana.
Cosa mi spinge, qual'è la mia motivazione per svegliarmi ogni mattina, fare quello che deve essere fatto, fare ciò che mi piace fare, affrontare le sfide che ogni giorno pone sul mio cammino e superarle o come dicevo qualche giorno fa accettarle serenamente.
Indubbiamente Junqian ha dato alla mia vita un nuovo senso, una nuova percezione del valore delle cose, una nuova spinta verso il futuro e le sue prospettive.
Credo però fermamente che la vita stessa mi motivi con il desiderio che ha di se stessa ( lo dice Jibran mica io che non sono poi così poetica!!), penso che se continuo ad amare appassionatamente la vita lei per me si renderà sempre degna di essere vissuta.


venerdì 28 marzo 2014

...con l'acqua alla gola!

Per la serie che non c'è limite al peggio sempre peggio, ieri mattina il cielo ha scaricato tutta l'acqua che aveva in corpo nel giro di quindici al massimo venti minuti.
Io me ne ero andata bellin bellina a casa (nuova) per fare un po di pulizia, impresa alquanto vana, e predisporre un pò di cose in vista del trasloco.
Entro e sento un inequivocabile gocciolio, plic plic plic, mi precipito nel bagno ospiti convinta che il wc sospeso perda ancora, in effetti c'era una goccia sul cartone che ci avevo infilato sotto per poter verificare la cosa, parte una bestemmia, ma non è certo quella goccia a fare tutto quel plic plic plic.
Seguo il suono come un ratto il pifferaio di Hamelin e scopro il fattaccio


la fantastica finestra dello studio, quella che ci ha tolto il sonno, ci ha fatto aspettare un era geologica per arrivare ed costata mille mila dobloni d'oro perde come un colabrodo...


...sul parquet ancora non sigillato dal battiscopa!
Parte una gragnuola di bestemmie amplificate dall'effetto eco della casa vuota, speriamo che i vicini non siano troppo sensibili.
Faccio le foto e mi precipito ad eliminare il cartone zuppo, asciugare il pavimento e tamponare con degli stracci l'acqua che continua a venir giù.
Chiamo Cenerentola che provvede ad inviare soccorsi che per fortuna, contrariamente ai miei timori, arrivano nel giro di un'oretta; nel frattemo il cielo ci da tregua e smette di piovere ma la finestra continua a piangere.


L'omino delle finestre spinge di qua tira di la con una ventosa gigante e cerca di tranquillizzarmi dicendo che risolveranno tutto...ci mancherebbe altro, altrimenti la finestra la sdradico dal muro con le unghie e la tiro appresso....poi chiama Cenerentola e gli dice che "Si tratta di un LEGGERO GOCCIOLIO, sa la signora è un po ansiosa".
Esplodo!
Urlo che "NO, la signora non è ansiosa per niente e mo fa un casino che ve lo ricordate"!
E insomma stamattina, perchè prima si deve asciugare, verranno a sistemare la finestra....ovviamente durante il trasloco perchè non ci facciamo mancare proprio niente noi.

Stanotte ha continuato a piovere...ho paura ad andar su!

mercoledì 26 marzo 2014

Non c'è limite al peggio

Quella di ieri è stata una di quelle giornate in cui mi ritrovo a pensare seriamente che devo essere io quella pazza!

E' chiaro ormai che questa ristrutturazione ha avvilito me e tutti i poveracci che dal vivo o dall'etere mi stanno a sentire, ma ieri,ieri abbiamo toccato il fondo o almeno spero.

La giornata è cominciata male, gli idraulici dovevano arrivare alle 8.30 per completare i bagni e montare i termosifoni ma alle 9.30 non si era ancora visto nessuno. Ho chiamato il geometra Cenerentola che mi ha candidamente detto che i super plumbers l'avevano avvisato che sarebbero arrivati verso le 10.30, peccato che nessuno abbia pensato i avvisare me che ero lì ad aspettare come un'allocca.

Per passare il tempo mi sono messa a travasare le piante con cui la vicina ha invaso il pianerottolo...se proprio devo farmi largo a colpi di macete per uscire dall'acensore che almeno sia una giungla decente e poi se c'è una cosa che non sopporto sono i piatti sbreccati usati come sottovasi.

Alla fine i plumbers sono arrivati, hanno sostituito il water che era arrivato scheggiato ma il maledetto perdeva. Plumber Senior mi fa "che bello il parquet ma si può lavare con l'acqua?" Io penso che è un curioso modo per esprimere la convinzione di tutti che ho  fatto una ca§§ata a mettere il parquet in bagno  e rispondo ingenuamente che venditore e montatore mi hanno assicurato che è un legno adatto a stare in ambienti umidi. Lui tira un sospiro di sollievo e fa "Bene allora mi può dare degli stracci che di la è tutto allagato?" Voglio morire.

Il water incriminato viene smontato e rimontato quattro volte ed il bagno viene allagato altrettante volte prima che si riesca a venire a capo del problema, tuttavia non escludo di andar su stamattina e trovare uno sfracello.

Così amenamente siamo arrivati all'ora di pranzo, plumber senior e junior, che sono zio e nipote, vanno a farsi un panino ed io mi catapulto a casa di mia madre ove ingozzo il nano urlante con piatto di pastina al sugo, pranzo con dodici gelatine alla frutta e mi riprecipito a casa inconsapevole i quello che sta per accadere.
I bagni non possono essere completati, mancano due viti qua un dado là quella placchetta va sostituita ed altre simpatiche assenze. Ma abbiate fede perchè il meglio deve ancora venire.

Si sballa il primo termosifone e si scopre che è troppo grande, si procede ad un rapido controllo per scoprire che abbiamo due termosifoni di misura sbagliata e due termosifoni in più. Ovviamente pensiamo che ci abbiano consegnato l'ordine sbagliato e quindi chiamiamo Cenerentola per avere lumi. Lui lancia l'anatema "non toccate nulla, vi faccio sapere". Passa un'ora in cui i plumbers ed io socializziamo mentre i nervi cominciano ad accumulare carica elettrostatica. Telefona Gran-plumber (padre di senior nonchè nonno di junior...plumbers fino alla settima generazione) che informato della situazione intima a senior e junior di cominciare a montare quelli che vanno bene che loro non c'hanno tempo da perdere, quindi si precipita a casa chiama Cenerentola ed in un dialetto a me incomprensibile gli da quella che dai toni sembra essere una bella strigliata.

A questo punto, mentre si ricomincia a lavorare ed io accantono temporaneamente la scelta del balcone da cui lanciarmi arrivano Cenerentola ed il GrancapoIngegnere che, sprezzanti del pericolo (ovvero dei raggi gamma che spuntano dai miei occhi furenti) cercano di convincere/costringere plumber senior a sventrare un muro intonacato rasato ed imbiancato per infilare un coso da 72cm in uno spazio da 46cm per la serie che la matematica è un'opinione e la geometria pure. 

Io facendo appello a risorse di calma che non credevo di possedere faccio presente che forse sarebbe il caso di sostituire i termosifoni visto che venerdì mi portano su i mobili e non c'è tempo per rompere e rifare e sopratutto visto che in una stanza a meno di non togliere la finestra (!?!) lo spazio proprio non c'è.

A questo punto il GrancapoIngegnere non essendo riuscito a dare la colpa ai 3Plumbers ha osato sostenere il concetto che riassumo: IO avrei tracciato l'impianto, avrei fatto i conteggi necessari, avrei scelto la misura degli elementi e lui si sarebbe limitato ad ordinarli.

Il seguito ha lasciato solo una traccia nebulosa nei miei ricordi ma devo aver detto/fatto qualcosa di incisivo poichè i termosifoni incriminati sono stati portati via ed in un futuro più o meno remoto dovrebbero arrivare quelli della giusta misura.

Sono sfibrata!!!

sabato 22 marzo 2014

Journal Day # 5 - Sfide quotidiane

Abbiamo tutti sfide da affrontare giornalmente. Possiamo considerare qualcosa di piccolo, come avere abbastanza tempo durante la giornata per fare tutto ciò che ci prefiggiamo, o può essere un po più grande, come qualcosa da superare mentalmente o emotivamente, o anche di affrontare una persona difficile. Qualunque sia il caso, date un'occhiata al vostro quotidiano, cosa indichereste come la vostra più grande sfida? O se avete un problema del passato che siete stati in grado di superare, come avete fatto?

Ogni mattina, quando mi sveglio, mentre il corpo si stiracchia ed avvia il motore pronto ad affrontare una nuova giornata, faccio un rapido elenco delle cose che ho da fare.

Più precisamente, redigo una scaletta mentale cercando di organizzare al meglio ogni singola operazione, attività, incombenza attribuendogli un livello di priorità ed una precisa tempistica.

Spesso quest'operazione la faccio addirittura su base settimanale incastrando la spesa tra il dentista della nonna e il pagamento delle bollette cercando di abbattere i tempi morti. 
Sembra una roba da maniaci del controllo, ma in realtà è solo uno strenuo e ultimamente per lo più vano tentativo di incastrare tutto quello che devo fare al fine di rosicchiare tempo per quello che voglio/vorrei fare.

A volte, come tutti credo, vorrei proprio avere qualche ora in più anche se in realtà sono convinta che avendole queste desiderate ore finiremmo col riempirle ulteriormente di cose da fare, trovandoci punto e capo solo ancora più stanche.

La vera sfida però è fare un carico di calma, serenità, tolleranza, clemenza, condiscendenza, indulgenza, accettazione, sopportazione ed a volte finanche rassegnazione.

In una sola parola: pazienza!

La mia sfida quotidiana è affrontare ogni minuto, ogni avvenimento, ogni incombenza, ogni persona in uno stato di equilibrio interiore che non si faccia intaccare dalle avversità, dalle difficoltà e dalle persone sbagliate e che invece si nutra di nuove scoperte, di nuove lezioni imparate, di problemi risolti.

Mi sforzo quotidianamente di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, di cogliere nelle difficoltà un'occasione di crescita, una sorta di body building del carattere.

Amo mettermi alla prova, forzare il mio corpo e la mia mente oltre il dolore e la stanchezza, spostare il limite sempre un po più avanti e scoprire con gioia che ce l'ho fatta e che l'unico vero limite  che abbiamo lo creiamo noi con l'insicurezza, con la paura di sbagliare, con il compatimento di noi stessi nelle sventure.


Avere la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare ciò che posso e la saggezza per capire la differenza: ecco la mia sfida quotidiana.


Journal Day posts inspired by Danielle at Sometimes Sweet !

giovedì 20 marzo 2014

Nomen omen

Quaggiù nel profondo Sud si usa tramandare i nomi di famiglia dando ai nuovi nati i nomi dei loro predecessori, nonni, zii, a volte anche compari, per tradizione, per devozione, spesso per costrizione, con risultati spesso abominevoli dovuti all'incrocio non sempre felice fra nomi cognomi e vezzeggiativi vari.
Basti dire che mia madre ha quattro cugine con il suo stesso nome e cognome ed ovviamente ognuna di loro viene chiamata con un nomignolo che smozzica, storpia e svilisce il bel nome originario al solo scopo di poterle identificare e quindi c'è una Vanna, una Nina, una Ninetta e una Ninì, fortuna che lei è l'unica che ha conservato l'originale Giovanna anche se poi noi tutti in famiglia la chiamiamo Lully che è il diminutivo di Luisa e non c'entra un fico secco, ma questa è un'altra storia.
Quando nacque mia sorella, in riparazione del torto commesso dal fratello maggiore di mio padre che aveva osato non dare al primo (e poi unico) nipote maschio il nome del nonno paterno (che ne aveva fatto una tragedia!), i miei convinti di aspettare un maschio promisero di usare il nome avito, ma sul più bello spuntò fuori un'inaspettata folletta dal pelo rosso  e non avendo previsto alternative femminili ella si beccò il nome del nonno al femminile, che per fortuna è un bel Francesca.
Quando nacqui io, la nonna materna sicura che sarebbe toccato a lei l'onore di perpetrare il nome nella discendenza fece la splendida dichiarando che lei non era proprio come certe persone fissate con queste sciocche tradizioni e così quando il di lei marito, nonché mio amato nonnetto, propose il mio nome ed i miei ne furono entusiasti la poverina rimase con un palmo di naso e dovette inghiottire l'amaro boccone della sua sicumera. Fu però poi ricompensata dalla consapevolezza, che pur non avendo il suo nome, sono la sua esatta fotocopia nella materia e nel carattere e ne sono sempre andata orgogliosa.
Ebbene oggi si ricorda Sant'Alessandra di Amiso o Sant'Alessandra martire che, sebbene non ci siano grandi notizie a riguardo, pare fosse una personcina dal gran carattere  e di un certo coraggio che affrontò la morte per proclamare la propria fede.
Il nome Alessandra dal greco è traducibile con "protettrice degli uomini" e mi piace pensare di essere una persona sempre pronta e disponibile verso gli altri e che questo tratto del mio carattere l'ho ereditato un po dall'arzilla nonnina ed un po dalla santa coraggiosa di cui porto il nome.
Quindi buon onomastico a me e a tutte  le ardite, forti e decise Alessandre che passeranno di qua.